Just in time, Kaizen, Toyotismo ed eliminazione di attività che non aggiungono valore aggiunto. Forse sarà ora di applicare queste tecniche direzionali anche nelle piccole imprese?
Ho sempre avuto una particolare attenzione alle metodologie direzionali giapponesi quali il TPS (Toyota Production System) dal quale deriva la lean production , il kaizen , il Just in time.
Un altro bel ceffone dalle Banche alle imprese
Era quasi una cosa scontata , ma qualcuno sperava, se non nell’azzeramento, almeno in un bel miglioramento delle condizioni bancarie a favore dei più deboli.
Invece chissà come mai, hanno vinto ancora i poteri forti, infatti l’hanno avuta vinta gli Istituti di Credito.
Durante l’incontro degli Autori di Bruno Editore nel settembre 2010 a Roma, ho conosciuto Laura Tentolini e Alessandro Muscinelli autori dell’ebook “Dalla Vetrina al Magazzino”
In quell’occasione essi mi dissero che avevano in progetto di scrivere un manuale per aiutare chi avesse intenzione di lasciare il lavoro da dipendente per mettersi in proprio.
Io dissi a Laura e Alessandro che era ciò che avevo vissuto io, anche se sono sempre rimasto molto attaccato al mio ex datore di lavoro, imprenditore da me stimatissimo e per me un vero mentore col quale tutt’oggi ho l’onore di collaborare.
3 Trucchi per combattere gli Sprechi in azienda?
Come dico sempre quando parlo di sprechi aziendali per misurarli ed iniziare a combatterli serve partire dalle cose semplici.
Innanzitutto è bene pensare che ogni inefficienza o carenza significativa dovrebbe essere valutata.
Per ottenere le misurazioni di questi oneri occorre conteggiare tutti i costi extra che in una condizione normale non ci sarebbero stati, misurando per esempio le ore perse, i materiali scartati, le spese doppie.
Sara’ possibile avviare un’impresa a costo zero per i giovani sotto i 35 anni???
“Con il decreto «Cresci-Italia» viene istituita una nuova figura di società per i giovani sotto i 35 anni: la Società Semplificata a Responsabilità Limitata.
Spesso per controllare gli sprechi dobbiamo cominciare dalle cose semplici l’importante è misurarli.
Vediamo un esempio reale.
In una impresa metalmeccanica di carpenteria pesante che lavora su grosse commesse è stato inviato un ordine di merce al fornitore utilizzando il fax .
Un’azienda artigiana con fatturato medio annuo di 1 milione di euro ha sempre navigato in buone acque , il bilancio ha sempre prodotto un utile adeguato per le esigenze dei soci.
Nel 2009 ha ricevuto un insoluto di circa 180.000 euro per il fallimento di un cliente.
Gli insoluti arrivavano in maniera graduale, l’azienda ha sofferto, ha allungato i debiti verso i fornitori ed è sempre andata avanti con gli anticipi su sbf , cioè tutto il fatturato mensile veniva anticipato per coprire debiti vecchi.
Attenzione alle richieste di finanziamento : per impegnarsi occorre la Delibera !!!
Sembra una cosa scontata ma spesso non lo è.
Mentre mi trovavo sul treno per andare a Roma, un amico mi ha raccontato che un imprenditore suo conoscente si è trovato in difficoltà perché aveva richiesto un finanziamento bancario chirografario con il fine di coprire gli investimenti . Al momento in cui il prestito doveva essere deliberato, c’è stato un passo indietro dell’Istituto per il cambio della sua politica aziendale.
In questo blog non si parla di politica , però si può parlare di tutto ciò che riguarda l’impresa quindi riprendo un breve articolo pubblicato sul sito di CONFAPI con le parole del suo Presidente
«L’Italia si ispiri a Piano USA: meno tasse su lavoro e PMI»















